La citrullinemia, a trasmissione autosomica recessiva,
è dovuta al deficit di argininsuccinico sintetasi,
enzima del ciclo dell'urea, il cui difetto causa
coma iperammoniemico, con accumulo di citrullina
e di acido orotico e carenza di arginina (citrullinemia
tipo I). La malattia si manifesta di solito nel
periodo neonatale, con grave coma iperammoniemico,
talvolta associato ad acidosi lattica, o con manifestazioni
croniche più tardive, come l'anoressia, il
vomito, l'ipotonia, il ritardo della crescita, il
ritardo psicomotorio e le convulsioni. La diagnosi
si basa sull'iperammoniemia e sulla cromatografia
degli aminoacidi plasmatici e urinari, che mostra
un notevole aumento di citrullina, glutamina e alanina,
e una riduzione di arginina con aciduria orotica.
La terapia per i pazienti affetti da citrullinemia
tipo II consiste in una rigorosa dieta ipoproteica
per tutta la vita, associata alla supplementazione
di arginina, benzoato e fenilbutirrato di sodio.
La citrullinemia tipo II è una forma moderata,
secondaria ad una mutazione molto diffusa in Giappone,
caratterizzata da ritardo mentale di grado lieve,
senza crisi acute. Alcune mutazioni sono associate
ad un aumento modesto di citrullina, il cui ruolo
patogenetico non è ancora stato chiaramente
definito. Alcune forme molto gravi sono state trattate
efficacemente con trapianto di fegato, che tuttavia
non normalizza del tutto il livello di citrullinemia.
La diagnosi prenatale è possibile. |