Si
tratta di una malattia metabolica molto rara,
a trasmissione autosomica recessiva, meglio nota
come sindrome della tripla H. L'anomalia molecolare
si basa su un difetto di ingresso di ornitina
nel mitocondrio, che dà luogo, secondariamente,
a un deficit funzionale di ornitina transcarbamilasi
e ornitina aminotransferasi. La malattia insorge
sia nel periodo neonatale sia più tardivamente
nell'infanzia o adolescenza, con coma iperammoniemico
con ipotonia e convulsioni. Non curata, la malattia
può evolvere verso il ritardo mentale,
paraplegia spastica e interessamento della sostanza
bianca. Negli adulti con lieve coinvolgimento
si può osservare iperammoniemia con interessamento
epatico, senza segni neurologici. La diagnosi
si basa sulla cromatografia degli aminoacidi ematici
e urinari e sul dosaggio della ammoniaca del sangue,
che mostra l'associazione caratteristica tra iperammoniemia,
escrezione urinaria di omocitrullina derivata
dalla lisina, e iperornitinemia plasmatica, che
di fatto giustificano la sigla tripla H, nonché
escrezione elevata di acido orotico. La diagnosi
può essere confermata in vitro attraverso
la dimostrazione di un difetto di introduzione
di ornitina nel mitocondrio, che è utile
alla diagnosi prenatale. Il trattamento consiste
in una dieta povera di proteine, associata ad
una supplementazione di arginina e citrullina.
Alcuni pazienti rispondono bene alla supplementazione
di ornitina (apparentemente paradossale).